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Concessione n. 00106

ANTEPRIMA GRAN PREMIO RICCARDO GRASSI 2013

 Il Riccardo Grassi nel mirino di Mack Grace Sm


L’estate del Savio accelera prepotentemente con la disputa del Gran Premio Riccardo Grassi, vero e proprio spartiacque stagionale e primo evento classico dell’annata, con sette free for all in gara sulla selettiva distanza del miglio, nel solco di una tradizione che dal 1975 ad oggi ha premiato campioni dalla specchiata classe, accompagnati nella loro avventura romagnola dai migliori driver del panorama europeo. Il 2012 suggellò la ritrovata vena del sorprendente Lester, la storia recente, riporta alla memoria i successi a tempo di record, 1.12.7, ottenuti dalle lady Gironda As e Lover Power e risalendo di qualche anno, ecco risplendere nomi carichi di suggestione, dall’americano Lightning Larry, che aprì la suite dei vincitori nelle mani di Edy Gubellini, alla fuga in avanti di Lanson e Sergio Brighenti ed arrembanti percorsi esterni che videro primeggiare Majer Art, Mint di Jesolo, con il globe trotter Unforgettable ed il suo mentore Arnold Mollema a portare in Olanda l’alloro cesenate dopo un epico match con il fuoriclasse yankee Algiers Hall, futuro laureato del Campionato Europeo 2009. L’edizione odierna chiama a rapporto il gotha degli anziani indigeni, con team dalle pluripremiate frequentazioni d’elite e new entry dall’accattivante livrea a sfidarsi nel segno della velocità, su tutti spicca Mack Grace Sm, il reuccio dell’Europeo 2012 e senza meno, il migliore esponente del made in Italy che trotta, autentico specialista dei due giri di pista dal collaudato feeling con l’idolo di casa Roberto Andreghetti, è un favorito dalle indiscutibili chance nonostante le numerose insidie tattiche  disseminate tra le pieghe del rooster  enfatizzate dal numero sette avuto in dono dalla sorte. Pole position per una giumenta dall’esemplare palmares e dalle evidenti doti velocistiche, la palermitana Novarica, una sette anni cresciuta alla scuola di Biagio Lo Verde e valorizzata dall’agonismo della rivelazione Davide Di Stefano, stasera costretto alla panchina ma validamente sostituito da Giampaolo Minnucci, partner ideale per l’ardente erede di Allison Hollow, mentre al post due si avvierà il progredito Oronte di Cesato, altro figlio del trascurato Allison e prospetto dai limiti inesplorati che vanta invidiabile freschezza atletica e training di talento nel professionale Valter Castellani, nonché guida affidabile e decisa del siculo ormai di casa in Romagna, Andrea Buzzitta. Dalla routine spesa tra le piste toscane e qualche uscita fuori porta, alla first class in poco più di un mese, questa l’escalation del toscano Mastro Lollo, il vincitore del Federnat in coppia con il gentleman toscano Lorenzo Alessi, prova l’ebbrezza di una partecipazione classica nel pieno della sua maturità, dopo aver palesato eccellenti progressi sotto l’egida tecnica di  Maurizio Pieve in regia e con Marcello Di Nicola ispirato driver nella sua mission in terra romagnola, mentre per Mirtillo Rosso ed Enrico Bellei, l’avventura al Savio ha il sapore della rivincita, dopo la dispendiosa performance bolognese nella quale vennero ripetutamente respinti da Novarica finendo, ultimi dei premiati, solamente quinti nonostante i plebiscitari favori del pronostico. Solido esempio di continuità ad altissimo livello, Negresco Milar giunge in Romagna reduce da un deludente trasferta trevigiana cui pare essere seguito un trial mattutino di convincente fattura, prova che ha convinto Marco Guzzinati ad intraprendere il viaggio da Torino sperando in un ben retribuito piazzamento, perché no magari in zona podio, mentre all’estremità della prima fila campeggia il facoltoso Owen Cr, un aitante allievo di Pietro Gubellini la cui carriera giovanile è costellata da ricchi allori classici, che spaziano dalle vittorie milanesi nel Nazionale e nell’Europa, a piazzamenti di prestigio come quelle ottenute nel Triossi e nel bolognese Continentale, mentre con l’arrivo dell’età matura, la sola  Trieste ne illustra il nome nel primaverile Gp. Giorgio Jegher. Alla pista il compito di laureare il vincitore, con i cronometri a sancire medie di valore assoluto, tali da far tremare il record della prova, quel 1.12.7 ampiamente nelle corde, anzi nei garretti dei sette fighter in scena.

 


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